FAI — FEDERAZIONE ANTIRACKET ITALIANA
Italia
IMPRENDITORI CHE HANNO DENUNCIATO I PROPRI ESTORSORI — OGGI ALLA GUIDA DEL MOVIMENTO
Alcune organizzazioni difendono le vittime di estorsione. La FAI è guidata da loro.
La Federazione Antiracket Italiana federa quasi un centinaio di associazioni antiracket locali in tutta Italia — quasi tutte fondate e guidate da imprenditori che un tempo si sono trovati di fronte a una richiesta di pizzo, e hanno detto di no.
Ciò che apprezzo della FAI è il suo legame con un nome: Libero Grassi, imprenditore palermitano ucciso dalla mafia nel 1991 per essersi rifiutato di pagare. Un uomo che aveva rotto l’omertà.
DA DOVE VIENE LA FAI
Le radici della FAI risalgono al 1990, a Capo d’Orlando, in Sicilia, dove alcuni commercianti decisero per primi di denunciare insieme l’estorsione — un anno prima che Libero Grassi venisse ucciso a Palermo per lo stesso rifiuto. La sua morte trasformò un coraggio isolato in un movimento: negli anni ’90 nacquero associazioni locali in tutta Italia, che alla fine si federarono sotto la FAI, con Tano Grasso — proveniente da quel primo gruppo — divenuto una delle voci più riconosciute del movimento.
COSA DISTINGUE LA FAI
Ciò che distingue la FAI è chi la guida: imprenditori che hanno denunciato i propri estorsori, oggi presenti ai tavoli istituzionali dove si scrivono le politiche antiracket.
La FAI federa quasi cento associazioni locali, molte delle quali molto meno conosciute di quanto il loro lavoro meriti, gestite in gran parte da volontari che hanno già pagato personalmente il prezzo di aver detto di no.
SOTTO PRESSIONE
Il rischio che i membri della FAI si assumono è la realtà quotidiana di essere un imprenditore noto che ha denunciato l’estorsione in una piccola comunità. Le associazioni locali incontrano le attività appena colpite perché i primi giorni dopo un’intimidazione sono i più solitari — e i più a rischio di finire nel silenzio.
L’assassinio di Libero Grassi resta il punto di riferimento con cui l’intero movimento continua a confrontarsi.
A CHE PUNTO SIAMO
Le associazioni locali della FAI siedono oggi all’interno dell’architettura antimafia ufficiale italiana — consultate, in parte finanziate attraverso i fondi di solidarietà statali, presenti dove si decidono le politiche. Una posizione molto diversa da quella dei commercianti isolati di Capo d’Orlando nel 1990.
Resta la domanda più difficile: tutto questo si traduce in più imprenditori che denunciano davvero l’estorsione? La risposta si gioca città per città.
PERCHÉ QUESTA ORGANIZZAZIONE È QUI
La FAI è un punto di partenza solido nel movimento antiracket italiano. È stata creata da imprenditori comuni che hanno deciso di dire di no, e si sono organizzati per non restare mai più soli.
È esattamente il messaggio centrale di Omertà Overcomers: organizzare la resistenza perché la prossima persona che dice «no» non si senta sola.
SOURCES
antiracket.it — Official website
Historical accounts of the Capo d’Orlando antiracket movement (1990) and Libero Grassi (1991)
il Vibonese — Local FAI-affiliated association coverage
