ITALIANI SOTTO PRESSIONE MAFIOSA

Ciò che affrontano. Ciò che possiamo imparare.
TROPPE PERSONE VENGONO LASCIATE SOLE DAVANTI ALLA MAFIA.

OMERTÀ OVERCOMERS ESISTE PERCHÉ

Per molti anni ho visto lo stesso schema: il silenzio usato come arma.

Chi affronta la criminalità organizzata non riceve soltanto minacce.
Perde il sonno.
Smette di sentirsi al sicuro nella propria vita.
Molti finiscono per chiedersi di chi possano ancora fidarsi.
E se a qualcuno importi davvero.

Nel frattempo, i gruppi criminali diventano sempre più potenti.

Brevi racconti di finzione ispirati a casi reali: esperienze autentiche che riflettono le scelte difficili e le paure che persone come te affrontano ogni giorno. Radicati nella lunga storia dell’Italia con la mafia, ma capaci di parlare a molti Paesi e a molte situazioni.

Ritratti di resistenza

Hanno tenuto testa

Persone comuni che si sono rifiutate di tacere

Felicia Impastato

La madre che ha reagito – e ha vinto in tribunale, 24 anni dopo.

DIETRO L'EPISODIO

La storia vera

Una persona che ha ispirato un episodio

Tiberio Bentivoglio

Un commerciante che ha detto no alla ‘Ndrangheta – per oltre 35 anni.

INSIEME

Organizzazioni

Italiani che si uniscono

Goel

GOEL sostiene cooperative e imprese etiche in Calabria – un’alternativa alla ‘Ndrangheta.

OLTRE L'ITALIA

RESISTENZA VISSUTA

Cosa succede altrove

Non solo un problema italiano

In tutto il mondo, le persone si trovano davanti alla stessa scelta che gli italiani conoscono bene: obbedire, tacere o resistere.

MAFIA POTENTE, GENTE FORTE

L’Italia potrebbe sorprenderti…

L’Italia è uno dei Paesi più sicuri al mondo, con un tasso di omicidi di appena 0,57 ogni 100.000 abitanti. È quasi la metà della media dell’UE (0,91) e nettamente inferiore a quello degli Stati Uniti (4,00) o della Francia (1,20). Questo elevato livello di sicurezza fisica costituisce la base essenziale su cui gli italiani stanno costruendo la loro moderna resistenza civile.
Fonti: Rapporto Istat 2024; UNODC Global Study 2025; FBI Crime Data 2025.

Sì, sostituendo le pallottole con i conti bancari. Le mafie moderne generano un fatturato illegale stimato tra i 30 e i 140 miliardi di euro all’anno. Esercitano la loro influenza attraverso la corruzione e il controllo finanziario più che con lo spargimento di sangue. È anche per questo che l’Italia si colloca al 52º posto nell’Indice di percezione della corruzione. Detto questo, la violenza resta presente e alcune mafie sono particolarmente brutali.
Fonti: Transcrime; SOS Impresa (Confesercenti); Transparency International CPI 2025.

Quando la corruzione non basta, comincia la “pressione ambientale”. Ogni anno, oltre 1.000 casi di intimidazione colpiscono amministratori locali, giornalisti e imprenditori che osano dire “No”. Con incendi dolosi, danneggiamenti e avvertimenti simbolici, queste tattiche mirano a isolare le vittime e a paralizzare l’economia locale senza sparare un solo colpo.
Fonti: Avviso Pubblico (Rapporto Amministratori Sotto Tiro); DIA (Direzione Investigativa Antimafia) 2025.

Siamo lontani dalla fine, ma migliaia di italiani stanno indicando la strada. È una vasta rete di gruppi e persone – commercianti, amministratori locali, giornalisti, magistrati… – che si riprendono la propria indipendenza. Che trasformino beni confiscati in strutture per la comunità, che si rifiutino di pagare il pizzo o che mobilitino il proprio territorio, dimostrano che fare fronte comune è il primo passo sulla via della liberazione. Ma è una strada lunga, piena di ostacoli.
Fonti: Libera Terra; Movimento Addiopizzo; e altre organizzazioni italiane.

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